MURGIA BARESE SUD EST
(Da www.comunitamontana.org)
Le Murge
sono il Carso del Meridione, che con la loro aridità, la loro siccità, le loro
pietre dure, spoglie in superficie, creano un paesaggio suggestivo con una
sequenza di colori, di trulli, di muretti a secco, di cespugli, di boschi di
querce, di ripiani seminativi e pascoli, di olivi giganteschi piantati dai
greci, di filari di viti, di mandorli fioriti anche d’inverno, di orti con tutti
i colori del verde.
E’ l’opera testarda e continua dei suoi contadini nel tempo.
All’interno di questo territorio alcune
aree sono state tutelate con leggi regionali e nazionali.
Bosco Mercadante
Bosco Trullo Grotta del Lupo
Bosco Santoro
Bosco della Parata
Bosco la “Gravinella”
Viglione
Mazzacavallo
Bosco di Mesola
Murgia Alta
Sella di Gioia del Colle
Bosco Romanazzi e Serra Capece
Barsento
Nei pressi di Cassano delle Murge è situato il Bosco Mercadante, Oasi di Protezione istituita con il D.P.G.R. n. 1182 del 24/05/1985. il bosco comprende oltre la zona di rimboschimento (circa 1083 ettari) anche coltivi ed aree aperte, per un'area totale di circa 1900 ettari. Situato su un’area collinosa, è ricoperto da aree a rimboschimento con Pino d’Aleppo e cipressi, da aree a quercia e da aree a macchia mediterranea. Il suolo è prevalentemente carsico come provano le grotte ed alcuni piccoli inghiottitoi, in massima parte situati in località Fungipendola.
Il
Bosco Trullo Grotta del Lupo,
nel territorio di Cassano delle Murge, è un ceduo misto a copertura arborea
scarsa. Lo strato arboreo, costituito da roverella e coccifera, è sostituito da
arbusti bassissimi delle stesse essenze, quasi a cuscino, dove affiora il
calcare.
I comprensori di Cassano e Santeramo, a confine fra Alta e Bassa Murgia, un
tempo quasi interamente bosco, presentano oggi formazioni boschive all'interno
di un intenso paesaggio agrario.
Il Bosco Santoro è situato a 3 Km a sud di Cassano, sulla strada per Santeramo, oltre il bivio per Altamura, separato dal tratto di strada da un muretto a secco, permettendo il pascolo tutto l’anno. La parte boscosa, sul declivio di una delle colline a sud-ovest di Cassano, è costituito da uno strato arboreo molto fitto di roverella (2-3 m di altezza), di coccifera, di perazzi o perastri e da un fitto strato arbustivo.
Nelle
vicinanze di Santeramo si distinguono tre aree boschive di rilievo.
Il Bosco della Parata
costituisce un insieme unico a livello nazionale per la contemporanea presenza
di sei specie di quercia: il fragno, la roverella, il cerro, il farnetto, il
leccio e la coccifera. Costituito da grandi querce dalla chioma espansa, sparsi
tra le radure che si aprono all’interno del bosco. Sono presenti anche lembi di
pineta a Pinus haelensis realizzate in passato dal Corpo forestale dello Stato,
in assoluto contrasto con le caratteristiche della vegetazione locale. Il bosco
si sviluppa lungo la strada tra Santeramo e Matera.
Il Bosco la “Gravinella”
è costituito da una formazione dominante, talvolta pura, di leccio, molto rara
in questo ambito territoriale. Questo bosco, probabilmente è di origine
artificiale.
Sia il Bosco di Parata che la Gravinella sono inclusi all’interno del Sito di
Importanza Comunitaria (SIC) Alta Murgia, anche perché rientrano nella categoria
di
habitat di interesse comuniatario “boschi di fragno”.
Il Viglione: sulle
rive di questo piccolo corso d'acqua ai piedi del tavolato calcareo svetta, nel
monotono paesaggio cerealicolo, un filare di alberi, esemplari centenari
dell'altezza di 30-40 m. di pioppo bianco, pioppo nero, olmo e del raro
frassino, testimonianza dell'antica presenza di un bosco ripariale. Il filare di
alberi si sviluppa lungo la strada tra Santeramo e Laterza.
Una diversa origine geologica ha il versante occidentale delle Murge Settentrionali, a confine con la Basilicata, caratterizzato da un terreno argilloso di natura alluvionale che lambisce il territorio di Santeramo in Colle, comune che detiene il primato per altitudine con i suoi 496 metri s.l.m. all'interno del comprensorio della Comunità Montana delle Murge del Sud-Est e della provincia di Bari.
Le Murge alte scendono verso il Mare Adriatico con un lieve pendio e per successivi terrazzamenti: l'ampia fascia, comprendente i territori di Grumo e Acquaviva, si caratterizza per la presenza di terre rosse e terre brune (particolarmente ricche di humus); su questi terreni, in grado di assorbire e trattenere a lungo l'umidità, si aprono distese di viti e ulivi.
Nel
triangolo di territorio compreso tra i Comuni di Cassano, Santeramo ed Acquaviva,
in un paesaggio agrario ancora in equilibrio con l'ambiente, sono presenti
diverse formazioni boschive di notevole interesse.
Il principale nucleo è localizzato nella Zona di Ripopolamento e Cattura
Mazzacavallo, estesa per
circa 1800 ettari. L'area, situata al confine con la Murgia di Sud-Est,
presenta, accanto al fragno, al leccio, alla roverella, specie più termofile
(come la quercia spinosa o coccifera), ed evidenzia il passaggio verso una
vegetazione spontanea assai più ricca e varia, tipica della Murgia bassa.
Il
Bosco di Mesola, nei
comuni di Cassano delle Murge, Acquaviva delle Fonti, Santeramo in Colle, è un
proposto
Sito d'Importanza Comunitaria (pSIC, 06/1995 - D.M. Ambiente del 3/4/2000
G.U.95 del 22/04/2000).
Caratteristiche ambientali:
• Substrato pedologico di terra rossa mediterranea della foresta xerofila
(pianta capace di sopportare condizioni di siccità prolungata).
• Bosco di elevato valore vegetazionale con esemplari arborei notevoli,
costituito prevalentemente da essenze caducifolie come: roverella (Quercus
pubescens) e fragno (Quercus troiana) e, in parte, dal sempreverde leccio (Quercus
ilex).
• Nelle aree circostanti sono presenti anche distese di vegetazione arbustiva a
macchia con prevalenza di Pistacia lentiscus, Phillyrea latifolia, biancospino (Crataegus
monogyna).
Il Bosco di Mesola ha delle vulnerabilità quali un pascolo incontrollato o
eccessivo rispetto alla capacità di carico; incendi ripetuti; alterazione del
paesaggio carsico circostante con "macinatura" delle pietre; utilizzazione non
controllata del bosco.
[Fonte: REGIONE PUGLIA, Assessorato all'Ambiente, Ufficio Parchi e Riserve
Naturali]
L'Alta Murgia costituisce la parte più interna ed elevata delle Murge e il suo paesaggio ha conservato l'originaria fisionomia: un tavolato aspro e brullo con, sparsi qua e là, residui di bosco ceduo.
La
Murgia Alta compresa
tra i comuni di Andria, Corato, Ruvo di Puglia, Bitonto, Grumo Appula, Toritto,
Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Gioia del Colle, Altamura, Gravina in
Puglia, Poggiorsini, Spinazzola, Minervino Murge e nella Comunità Montana della
Murgia barese nord-ovest e Comunita' montana della Murgia barese Sud-est.
E’ un’area proposto
Sito d'Importanza Comunitaria (pSIC) e
Zona di Protezione Speciale (ZPS).
Caratteristiche ambientali:
E’ un paesaggio suggestivo costituito da lievi ondulazioni e da avvallamenti
doliniformi, con fenomeni carsici superficiali rappresentati dai puli e dagli
inghiottitoi. Il substrato e' costituito da calcare cretaceo, generalmente
ricoperto da calcarenite pleistocenica. La Murgia Alta rappresenta la piu'
estesa e rappresentativa area steppica di tutta l'Italia peninsulare ed e'
caratterizzata dalla presenza di due habitat prioritari (a vegetazione erbacea):
le "Praterie su substrato calcareo con stupenda fioritura di
Orchidee" ed i "Percorsi substeppici di graminee e piante annue". In quest’area
è presente la piu' numerosa popolazione italiana della specie prioritaria
Falco neunami ed e' una delle più numerose dell'Unione Europea. E’ una
specie prioritaria di grande valore conservazionistico-scientifico.
Significativa anche la popolazione nidificante del Lanario, altra specie
prioritaria. La Gallina prataiola e' attualmente estinta.
A questi ambienti e' associata una delle piu' importanti popolazioni di specie
animali delle aree steppiche: Calandra (Melanocorypha calandra), Calandrella
(Calandrella brachydactyla), Tottavilla (Lullula arborea), Calandro (Anthus
campestris).
La Murgia Alta presenta delle vulnerabilita'. Il fattore distruttivo di maggiore
entita' e' rappresentato dallo spietramento del substrato calcareo che viene poi
sfarinato con mezzi meccanici. Recente e' l'insediamento di infrastrutture
industriali su superfici di habitat prioritario.
[Fonte: REGIONE PUGLIA, Assessorato all'Ambiente, Ufficio Parchi e Riserve
Naturali]
La
Sella di Gioia del Colle
è una larga depressione del grande altopiano che scende al di sotto dei 350
metri s.l.m. e segna il passaggio dalle Murge Settentrionali alle Murge
Meridionali. Quest'ultime, che includono Comuni i Gioia del Colle e Noci, si
presentano con altitudini contenute e per lo più come una interminabile distesa
di piccoli avallamenti e dolci dossi; qui si conservano grandi boschi in cui
dominano i fragni, più che la roverella.
Bosco Romanazzi e
Serra Capece è un’area molto vasta che si estende da nord a sud,
dalla zona archeologica di Monte Sannace alla provinciale per Noci. Tale area
rappresenta la parte più cospicua della superficie boschiva del Comune di Gioia.
Tipiche sono le essenze della formazione vegetale a bosco, come fragno,
roverella, terebinto, fillirea. In primavera vi è una ricca fioritura di
orchidee. Le recenti variazioni ambientali indotte da pratiche agricole
intensive e dalla forte antropizzazione dei territori, hanno reso le orchidee
selvatiche estremamente rare e preziose.
Nella
splendida Oasi naturale del
Barsento, nell'agro di Noci, sono presenti anche il leccio e varie piante
officinali.
La steppa ha, in queste Murge, un'estensione ridotta; la ritroviamo intorno ai
350-400 metri s.l.m. nel tratto a sud di Gioia del Colle. Con il decrescere
della quota, il clima si fa più caldo e più secco ed appaiono le tipiche
formazioni sempreverdi dominate dal leccio e dalla macchia mediterranea
sempreverde adatta al pascolo. La terra rossa raccolta nelle numerose piccole
doline ha da sempre facilitato, grazie alla sua fertilità, le colture
foraggere e cerealicole, nel territorio, favorendo l'allevamento
bovino ed equino.
Segnaliamo per la forte caratterizzazione del paesaggio murgiano le orchidee,
fra cui la specie
Ophris Mateolana è l’ultima ad essere stata individuata, e la
Ferula (Ferula communis).
Il fusto della ferula, che può raggiungere in primavera un'altezza superiore ai
due metri, è leggero e resistente, per questo - in passato – era utilizzato dai
pastori come materiale per realizzare tavolini e sgabelli.
Nel Comune di Grumo Appula si trovano due oasi di protezione: Santo Spirito (ha 300) e Tratturo (ha 910).