DAL SUONO AL SEGNO ALLA PAROLA

Il rapporto tra immagine sonora e immagine visiva è alla base della percezione sinestetica e dell’elaborazione che la mente umana effettua per rappresentare il mondo. Per questo l’ascolto di brani musicali spesso mette in moto fantasie di linee e colori come dall’altra parte, l’osservazione d’immagini suggerisce specifiche sonorità. Il percorso curricolare “dal suono, al segno, alla parola”, partendo dalle naturali associazioni mentali prodotte dall’ascolto di brani musicali ha mirato a creare a riprodurre l’andamento di brani musicali e le emozioni da essi suscitate. Sono nati così grafici coloristici individuali, differenti l’uno dall’altro, ma unificati da un linguaggio comune. All’interno di tale linguaggio ogni tipologia di linea rappresenta un andamento ritmico e ogni categoria di colore rappresenta una gamma di emozioni (linee spezzate = presto; linee intrecciate = allegro; linee ondulate = andante; linee diritte = lento; colori accesi = vivacità; colori chiari = serenità, calma, dolcezza; colori spenti = malinconia, tristezza; colori cupi = angoscia, dramma).
A tutto ciò è stata accostata una ricostruzione spaziale della struttura del brano musicale, rappresentata dalla suddivisione interna degli schemi grafico-coloristico.
La successiva esigenza di riorganizzare l’esperienza emotiva suscitata dall’ascolto sotto forma di vissuto ha prodotto il passaggio del segno stilizzato o dall’embleme simbolico alla parola. Attraverso il linguaggio verbale è stato possibile raggiungere una composizione più profonda del testo musicale e, contemporaneamente avviene un cammino di maggiori conoscenza di sé.
Si è trattato, in un certo senso, di iniziare un percorso di afalbetizzazione e rielaborazione dei sentimenti e, nel contempo, di confronto con l’altro (l’autore) attivando quella circolarità comunicativa che fondamento di ogni comprensione.