QUALE
PRESENTE
A mia madre
Difficile è parlare di te
Ti ha sfidato il tempo
gli hai reso il sentimento
in cambio di una nuova primavera
Difficile è parlare di te
Ti senti padrona di questo giorno
e come i padroni non lo ringrazi mai
e come le madri cuci la volontà dei figli
Difficile è parlare di te
Volerti educare a riconoscere te stessa
sentirti compagna e amica sincera
capirti dietro uno schiaffo mai dato.
Difficile è parlare di te
Cambiar discorso ogni volta
per non offenderti
per non adularti
Difficile è parlare di te
Renderti felice col semplice silenzio
donarti a muso duro il meglio di me stesso
dirti finalmente che sei la migliore.
Verso la salvezza
passo passo sulla roccia
trascinato dall'onda
mentre dalla mia bandiera
sgorga di rosso
la salvezza
perché
E' strano
non c'è nulla di strano
perché non ci siano perché
Un uomo s'ammazza
sul proprio divano
perché non ha perché
E la sua ragazza
gioisce di dolore
è pazza senza perchè
La folla in piazza
grida, strombazza
e poi ti piazza
un buco alla vista
deridendoti
Non sono statista
Non sono regista
Non sono il tuo dio!
un voto per il più piccolo
Sul palco ancora parla
l'oratore sociale
con aria sacerdotale
Resistenza abbandonata
autocritica consumata
Sul manifesto c'è ancora
il simbolo della rivoluzione
"Potere a chi lavora "
è rimasto solo una canzone
Riformismo militante
a caccia di voto
della folla acclamante
è rimasto il vuoto
Chiami fascista il radicale
e poi lo inviti all'Unità Nazionale
Difendi il più piccolo
fasciandolo di ridicolo.
perbenismo
Credevo di avere un cuore
persino un mio amore
No.Non ho niente da dare
nemmeno poter parlare
Fossi matto sarei diverso
ma sono solo e perso
Possibile ch'abbia niente?
Per forza! non sono niente.
Ciro Roselli ( da QUALE PRESENTE - poesie / dicembre 1979 - Gennaio 2000)