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Cassano
delle murge
In un contesto storico e sociale in continua evoluzione, tecnologica e non, la scuola non deve certo essere “colta di sorpresa”, anzi, per la sua stessa essenza, deve mostrarsi pronta a cogliere i cambiamenti, a comprenderli, a spiegarli e, per quanto possibile, indirizzarli. E’ compito di chi professionalmente opera nell’ambito di essa far si che ogni singolo utente scolastico possa prepararsi a vivere, come persona prima e come individuo inserito nel mondo del lavoro poi, con il massimo delle cognizioni di qualsiasi natura. Durante questo anno scolastico 2006/'07, nella predetta ottica, anche per la sensibilità del titolare di questo sito, la 1^ D e la 2^ D IPSIA "DE NORA" indirizzo Alberghiero Altamura hanno pensato di realizzare un ipertesto che avesse come oggetto il nostro paese e il territorio in cui è localizzato. La finalità è quella di presentare e far conoscere Cassano utilizzando appunto le moderne tecnologie. Naturalmente non ci dispiacerebbe che quanto realizzato possa essere oggetto di un interesse più generale e, perché no, una sorta di invito ad ampliarlo e perfezionarlo.

Tranquilla e distensiva è Cassano delle Murge, con il convento di Santa Maria degli Angeli in amena altura e calmi riposi nella Foresta di Mercadante. Fitta di alberi e méta di turisti e cittadini assetati di verde, accoglie modernissimi alberghi e buoni ristoranti con cucina tipica.
STRUTTURE RICETTIVE E PRODUTTIVE
La città ha
origini antichissime. C'è persino un menhir
, risalente a 4000 o forse
5000 anni fa, testimonianza unica della preistoria nel territorio di Cassano.
All'età classica risale, invece, la sua fondazione.
Cassano forse fu proprietà
della nobile famiglia romana Cassia. Da queste parti c'era anche la Ca
Jani, la casa di Giano,
cioè il tempio sacro
al
dio Giano.
Da qui il nome di
Cassano, diventata poi, nel 1862, Cassano delle Murge. Il suo simbolo civico
rappresenta la Madonna
dell'Assunta in cielo, incoronata da due angioletti, titolare della Chiesa Madre dell'Assunta e dell'Arcidiocesi barese.
Il centro
storico è tutto un andirivieni di vicoli e stradine, che si incontrano e si
intrecciano, si aprono e si chiudono in corti e cortili. E’ degno di visita il
Palazzo Miani-Perotti, costruito nel 1763 su progetto del celebre
architetto di Cassano, Vincenzo Ruffo, che fu allievo del Vanvitelli
e diresse i lavori alla Reggia di Caserta.
Tra le chiese e gli edifici religiosi meritano certamente una visita la
sconsacrata chiesetta di Santa Maria dei Martiri, con abside, innalzata
nel 1347 ad opera dell'arcivescovo Bartolomeo Carafa, il cui stemma è
tuttora visibile sull'architrave della stessa cappella. Degne di nota anche la
Cappella di Santo Stefano, con il tipico portale ad archivolto gotico del
tardo '300, e la Chiesa di San Giuseppe, con un bellissimo altare ligneo
con edicola, e tela raffigurante la Sacra Famiglia con Gioacchino ed Anna.
La Chiesa del Santissimo Crocifisso risale al 1611, la cripta è
sicuramente protoromanica e in pietra rustica a vista. Qui la tradizione
racconta che predicò l'apostolo Pietro, quando giunse in Puglia, e che in questo
luogo ci fosse l'antico tempio di Giano. A qualche chilometro dal centro
abitato, in campagna, c'è la Chiesa di Santa Lucia. La chiesa più
sontuosa è la Matrice intitolata a Santa Maria Assunta,
completamente rifatta nel 1858, ma con un originale campanile del 1347. La
chiesa madre si affaccia sulla piazza principale, alla pari della seicentesca
chiesa di San Nicola e della Torre Civica del 1897, costruita in
severo stile neoromanico. Ottocentesco anche il Palazzo Municipale che
ospita, ancora oggi, il governo cittadino.
Dalle sue colline più alte si gode un panorama inimitabile che abbraccia il Gargano e l'ampia conca della Valle d'Itria.
La Murgia del Belvedere La Cripta del SS.Crocifisso
SANTUARO E CONVENTO DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI
Risale
al 1469. L'interno è a navata unica. Ben poco si riconosce della struttura
originaria della chiesa. Gli anni, l'abbandono nel 1808, per la soppressione
napoleonica, e nel 1866, hanno portato notevoli danni alla chiesa e alle opere
d'arte in essa conservate. Le pareti e gli arredi sono storia quasi dei nostri
giorni, quando nel 1935 i Padri Agostiniani presero la custodia del santuario,
ristrutturandolo completamente.
Il settecentesco Cappellone del Crocifisso custodisce un meraviglioso
altare del '600, in legno dorato. Prende il nome dal mirabile Crocifisso
ligneo quattrocentesco con sul fondo le immagini di Maria e di Giovanni. In
basso il tabernacolo, di fra Giuseppe da Soleto, ha la forma di un
tempietto in miniatura. Sugli altri altari, il quadro dell'Immacolata tra
schiere di Angeli, e dall'altra parte Sant'Antonio in preghiera
davanti alla Madonna, ed un'Annunciazione. Il vero tesoro
della Chiesa di Santa Maria degli Angeli è rappresentato dal
Presepio, con Madonna, San Giuseppe e Gesù Bambino all'interno di una grotta
con angeli, bue e asinello. Le statue vennero scolpite da un artista del luogo,
Paolo da Cassano, nei primi anni del '500.
Il punto dove più si concentra lo sguardo è senza dubbio l'altare maggiore,
completamente risistemato, utilizzando un tempietto in legno dorato del
'700, con al centro la statua con la Madre e il Bambino
vestiti di bianco e con Angeli attorno. È di bottega locale, del 1829, e viene
portata in processione nella festa patronale. Attraverso una piccola scala si
scende nella cripta e nella grotta della Vergine. Gli ambienti sono tutti
ricoperti di marmo e sono di epoca recente. In questo Sacrario sono
ricordati i caduti di Cassano della Prima Guerra Mondiale. Scendendo ancora si
arriva nella Grotta della Vergine. Siamo al di sotto della chiesa
principale, all'interno di una cavità carsica ricca di stalattiti e resti
fossili, ossa in maggior parte, depositatesi negli strati di calcare, milioni di
anni fa. Una grotta normalissima se non fosse per il culto che risale
addirittura al 1250. Si racconta che fu proprio un pio sacerdote di Cassano,
molto devoto alla Madonna, a scoprire questa immagine dipinta sulla
roccia, a seguito di una triplice visione rivelatrice. L'affresco, o meglio la
tempera su intonaco, è stato più volte ritoccato e ridipinto, tanto da aver
perso l'immagine di un tempo. È un'immagine molto venerata e che richiama
pellegrini, non solo da Cassano. All'acqua che trasuda da queste pareti, specie
dall'affresco, sono legati molti eventi miracolosi avvenuti in questo luogo, La
grotta, per un certo periodo, fu murata e utilizzata come cisterna d'acqua. Nel
1855 fu però svuotata e riaperta al culto. Da queste parti visse, per dodici
anni, a partire dal 1444, anche il Beato Giacomo da Bitetto che lasciò il
suo bastone, che la leggenda dice, trasformato nel pioppo secolare. Il Faro
votivo mariano ricorda il punto in cui, sin dal 1482, si accendeva, ogni
sera, un grosso falò che era guida sicura per i naviganti che cercavano il porto
di Bari. Nel 1954 i Padri Agostiniani vollero costruire un vero e proprio faro,
per illuminare a tutti il cammino del viandante verso Dio e Maria
Nel territorio di Cassano Murge si estende per oltre 1243 ettari un bosco rigoglioso, la Foresta Mercadante, che è sorta quasi per caso, tra il 1928 e il 1933, piantando pini, querce e alberi d'alto fusto, per contenere il ruscellamento delle abbondanti piogge, primaverili o autunnali.
(tratto da "Valorizzare la funzione
igienico-ricreativa-turisitca della Foresta Mercadante in agro di Cassano Murge
(Ba)", a cura del Dr. Luciano Stasi)
Premessa
La foresta Mercadante, ubicata in parte nel comune di Cassano Murge e per una estensione limitata in agro di Altamura, svolge una pluralità di funzioni:
- la protezione idrogeologica è sicuramente la più importante in quanto previene i dissesti e l’erosione nelle aree collinari murgiose, inoltre regola il ciclo dell’acqua (protezione delle aree d’infiltrazione dell’acqua meteorica e delle sorgenti);
- funge da elemento paesaggistico di primo piano, determinante per conferire al paesaggio un aspetto di naturalità;
- funzione igienico-ricreativa-turistica, in grado di incidere nel settore economico e residenziale;
- funzione di riequilibrio del territorio, in senso ecologico: produzione di ossigeno e assorbimento di anidride carbonica;
- azione di filtrazione di polveri e gas dall’aria e assorbimento dei rumori a scala locale;
- funzione di conservazione del patrimonio della diversità genetica di piante e animali;
- infine, certamente non è superata né è trascurabile, anche se non principale, la produzione di legna da ardere e di legname da opera. La foresta Mercadante rappresenta attualmente un’area di particolare interesse paesaggistico e naturalistico, in grado di attirare ogni anno un crescente numero di presenze di visitatori che fruiscono del bene Mercadante come valvola di sfogo e ricreazione.
Storia
Per molti secoli Bari è stata una città a rischio idraulico. Le piene dei torrenti Lamasinata, Picone, Montrone e Valenzano, che discendono dalla Murgia e ne attraversano il territorio prima di versarsi in mare, hanno causato, ora l’uno ora l’altro, danni e allagamenti, come avvenne ad esempio, nel febbraio del 1683, settembre 1827, agosto 1833, agosto 1881. Per un episodio più remoto, avvenuto il 2 ottobre 1567, lo storico Beatillo parla di un "gran diluvio avvenuto in terra di Bari". In questo secolo, trascurando le intumescenze del torrente Valenzano, che provocò allagamenti nell’agosto 1914 e nel settembre 1915, e del Lamasinata che esondò nel novembre 1925, si ebbero piene disastrose del torrrente Picone nel marzo 1905, settembre 1915, novembre 1926, con danni e vittime. La circostanza che rese più gravi gli effetti di tali eventi fu che nel frattempo la città, a causa dell’espansione edilizia, era divenuta più vulnerabile del passato. I torrenti indicati appartengono al versante adriatico della Murgia nord occidentale. Com’è noto, l’altopiano murgiano impegna buona parte della piattaforma apula. Trattasi di un grosso horst asimettrico, allungato in direzione appenninica, che si estende dal fiume Ofanto fino alla depressione di Gioia del Colle. Nella Murgia nord-occidentale l’horst raggiunge le quote più alte (660-680 m s.l.m.) e digrada verso il mare mediante una successione di ripiani, spianati dall’abrasione quaternaria e allungati parallelamente alla costa, che si raccordano mediante modeste scarpate di faglia il più delle volte arretrate per aver ospitato linee di costa pleistoceniche. L’altopiano si presenta lievemente ondulato, anche per la presenza di doline, ed è edificato da calcari compatti del cretacico, stratificati e fessurati. La scarpata principale e cigli dei salti successivi verso il mare , originati dalle faglie appenniniche, sono incrinati da avvallamenti e lame, talora prodotti da faglie antiappenniniche, su cui si sono insediati i torrenti che convogliano le acque di origine meteorica in occasione di eventi idrologici eccedenti la capacità di dispersione del sottosuolo. Nei terreni carsici dei bacini di alimentazione, infatti, le piogge di modesta intensità si disperdono nelle fratture orizzontali e verticali del substrato calcareo. Nei terreni denudati, le precipitazioni di forte intensità innescano il trasporto degli elementi lastriformi distaccatisi e dei frammenti minuti verso gli impluvi. Da qui , in tempi differiti o durante lo stesso evento di piena, i materiali vengono prelevati e riversati a valle, sotto forma di correnti miste o trasporto di massa.
Descrizione e ubicazione del comprensorio (strade, contrade e masserie)
Il comprensorio della Foresta Mercadente si estende in gran parte nel Comune di Cassano delle Murge (BA), nell’ambito territoriale della Comunità Montana Murgia Barese di Sud-Est, e in parte nel Comune di Altamura (BA). Geograficamente è localizzata tra i 40° e 52’ / 40° e 55’ latitudine Nord, ed i 4° e 13’ / 4° e 16’ longitudine Est di Monte Mario. La Foresta confina a Nord con la strada provinciale Cassano-Altamura, ad Est con la Masseria Abbrigida e Scalera, a Sud con la località Femmina Morta e a ovest con le località Chinunno e Monsignore. Si trova a una distanza di 7 km dal centro abitato di Cassano delle Murge e a 35 km da Bari. Si accede alla Foresta mediante la strada comunale di Cassano che raggiunge la Caserma Forestale della masseria Mercadante nella parte Nord, dopo un percorso di 7 Km dei quali 0,300 su terreno dell’azienda. Dalla caserma s’irradia una rete stradale interna che raggiunge anche la parte più meridionale della foresta. Si hanno, infatti, la strada con manto asfaltato Piscina S.Antonio, lunga 3 Km, che si innesta sulla strada comunale Santermana in contrada Fungipendola; la strada Fradiavolo, della lunghezza di 1 Km, con fondo massicciato che si immette sull’omonima strada comunale. Dalla Piscina S. Antonio si raggiunge la strada comunale Santermana, la quale attraversa la foresta, collegandosi con la strada Fungipendola alla contrada Jazzo Nuovo; la strada Masseria S. Antonio, che dalla Santermana in contrada Fungipendola, raggiunge le proprietà private attraverso la foresta in territorio di Altamura; la strada Persio che, partendo dalla masseria avente lo stesso nome, attraversa il demanio da Ovest a Sud-Est, fino a raggiungere il Lago Russi; ed infine, la strada che collega la Masseria Grottillo alla strada comunale per Cassano Murge, con direzione Sud-Nord. Il comprensorio è suddiviso in particelle di estensione limitata, e queste ultime aggregate vanno a costituire le contrade. La contrada più importante è quella che si sviluppa intorno alla Masseria Mercadante, la prima ad essere stata ceduta all’amministrazione forestale, completamente ristrutturata e irriconoscibile per gli ampliamenti effettuati negli ultimi decenni. Dell’antica Masseria è rimasto intatto il monumentale trullo e un ovile in precarie condizioni, che dovrebbero essere tutelati per il loro valore storico-architettonico. Un’altra contrada importante è quella della Masseria S. Antonio, completamente ristrutturata e gestita dai padri agostiniani della Chiesa Santa Fara di Bari. L’antica chiesa annessa alla struttura originaria è stata ristrutturata e resa agibile, mentre l’ovile versa in pessime condizioni. La contrada Iazzo Nuovo presenta l’omonima Masseria completamente funzionale, e in seguito a varie ristrutturazioni conserva le caratteristiche originarie; l’ovile risulta in stato di abbandono. La contrada Masseria Fra Diavolo, presenta la struttura adibita un tempo ad abitazione e ad ovile, parzialmente ristrutturata e oggi in completo stato di abbandono. Questa Masseria ha un valore storico in quanto è legata alla leggenda che narra la vicenda del famoso brigante Michele Pezza che fu fatto colonnello dal re Ferdinando IV, all’epoca dei Napoleonici per il contributo dato alla lotta contro i giacobini. Si pensa che il famoso bandito si sia rifugiato in questa masseria in più occasioni in seguito alle sue scorribande, ma è certo che il famoso bandito non vi pose piede a differenza di qualche superstite di quella famosa banda. La Masseria Lama la Grotta, da il nome ad un’altra importante contrada, per via della presenza di caverne e inghiottitoi nascosti nel suo perimetro, la maggior parte delle quali ricca di concrezioni stalattitiche, oggetto di predazione da parte di ipotetici ignoti. Altre contrade non di minor importanza sono quelle di Grottillo, Chinunno, Femmina Morta, Fungipendola.
Geomorfologia e geopedologia
Il territorio ove è localizzata la Foresta Mercadante in agro di Cassano Murge, presenta la tipica morfologia delle aree collinari murgiose; infatti il carattere morfologico predominante è rappresentato dalla presenza di una rapida scarpata che si eleva su una vasta area pianeggiante, attribuibile a un terrazzo marino di età pleistocenica. Le acque meteoriche percolando, hanno esercitato un’azione erosiva, determinando la formazione di lame nella spianata più bassa e un’azione solvente favorendo lo sviluppo di morfologia carsica nella spianata superiore. Infatti, sono numerose le grotte e gli inghiottitoi individuate all’interno della Foresta e in tutto il territorio cassanese. Nell’area comunale si distinguono due zone carsiche, con caratteri morfologici diversi: una "zona pedemurgiana o paracarsica" e una "zona murgiana" propriamente detta. Il comprensorio della bosco di Mercadante ricade nella seconda zona e presenta valori altimetrici oscillanti intorno ai 380 e 480 m s.l.m.
Flora, fauna e itinerari naturalistici
La Foresta Mercadante è collocata in un
territorio tipicamente murgiano, considerando la vegetazione reale e potenziale
esistente e le specie che la compongono, rientra tra l’area delle sempreverdi di
latifoglie e sclerofille sempreverdi-vegetazione mediterranea (caratterizzata
dalla presenza delle pinete mediterranee di

A due chilometri da Cassano, in un'ampia dolina, si apre nel terreno una profonda voragine che scende in una delle grotte più profonde di Puglia: è la Grave di Pasciuddo, un unico grande pozzo che va giù per ben 150 metri, ancora, in gran parte inesplorato, visitabile soltanto da parte di speleologi. Si può esplorare un'altra grotta, detta Grotta di Cristo, scoperta, la prima volta, nel 1600, ricchissima di stalattiti e stalagmiti. È un ipogeo con sviluppo orizzontale che, con diramazioni principali e secondarie si prolunga per un centinaio di metri. Assieme alla grotta Nisco, alla grotta del Lupo, la grotta di Cristo è oggetto di visita ed esplorazioni, chiaramente con guide ed accompagnatori.
STRUTTURE RICETTIVE E PRODUTTIVE
AGRITURISMO AMICIZIA
900, V. Santeramo, Km 32
AGRITURISMO AMICIZIA
Contrada Cristo Fasano, 162
AGRITURISMO AZIENDA RUOTOLO
Contrada Ruotolo
AGRITURISMO SOLINIO INTERNATIONAL TOURIST
CLUB
Contrada Taverna Nuova, 106
AGRITURISMO TENUTA BATTISTA
400, S. S. 271 Per Santeramo In Colle, Km 32
AZIENDA AGRITURISTICA RUOTOLO
Via Lago Nuzzi Contrada Ruotolo, 77
CAPONIO ERASMO VITO
Contrada Cristo Fasano
CAPONIO NICOLA
Contrada Cristo Fasano, 166
Oleificio Sociale di Cassano delle Murge
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Costituito nel
15/05/1959
ad opera del
fondatore Dott.
Luca Gentile
(Presidente fino al 1993) con altri 12 agricoltori,
attualmente conta
285 soci
per il 95% per cento cittadini residenti in Cassano delle Murge. Lavora in media 25.000 quintali di olive con una produzione di 5.000 quintali di olio extravergine di cui 10-15% Biologico. |
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Lo stabilimento sorge su di un'area attigua alla Cantina Sociale Luca Gentile e si estende per 3.000 mq di cui 1.300 circa coperti. Stabilimento di recente ammodernamento e ampliato con una sala assemblee/convegni di 150 posti. |
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Sono tuttora in uso a Cassano i tipici "fornelli all'aperto" dove, tra l'invadente fumo, si possono gustare appetitosi piatti cassanesi. dalla carn' ca cipodd' (costate di agnellone con cipolla allo spiedo), al capretto e agnello alla brace, alla salsiccia (insaccato misto di vitello e agnellone), ai fumanti ghiimiridd' (involtini allo spiedo composti di interiora di agnello o capretto con prezzemolo).
Altri piatti tipici cassanesi:
cavatidd' chi
cime de rape;
orecchiette al ragù misto
(carne di vitello, agnellone, agnello e maiale);
cavatidd' ca ricotte asc'quand'
(cavatelli al ragù con
ricotta forte);
ciqueriedde e fave bianche
(cicorielle campestri e purè di fave);
palmegiane
(tegame al forno di
melanzane affettate e fritte con pasta, lattici
ni
e carne tritata);
uagnill' au furn chi
cardengidde (agnello al
forno con funghi "cardoncelli");
fecazze au furne
(pizza al forno con pomodori, olive nere e origano);
frittate chi
sprascene (frittata di
uova con asparagi selvatici);
chnigghie ripiene au furn
(coniglio di allevamento domestico ripieno di uova e frattaglie).
Molto apprezzati i latticini freschi preparati dai caseifici locali (mozzarelle, scamorze, burrate, provoloni dolci e piccanti, burro, ecc.).
Vini di produzione locale: aleatico e primitivo rosso, verdeca (molto alcolica e carica di colore).