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 Cassano delle murge

 

   In un contesto storico e sociale in continua evoluzione, tecnologica  e non, la scuola non deve certo essere “colta di sorpresa”, anzi, per la sua stessa essenza, deve mostrarsi pronta a cogliere i cambiamenti, a comprenderli, a spiegarli e, per quanto possibile, indirizzarli. E’ compito di chi professionalmente opera nell’ambito di essa far si che ogni singolo utente scolastico possa prepararsi a vivere, come persona prima e come individuo inserito nel mondo del lavoro poi, con il massimo delle cognizioni di qualsiasi natura. Durante questo anno scolastico 2006/'07, nella predetta ottica, anche per la sensibilità del titolare di questo sito, la 1^ D e la 2^ D  IPSIA "DE NORA" indirizzo Alberghiero Altamura hanno pensato di realizzare un ipertesto che avesse come oggetto il nostro paese e il territorio in cui è localizzato. La finalità è quella di presentare e far conoscere Cassano utilizzando appunto le moderne tecnologie. Naturalmente non ci dispiacerebbe che quanto realizzato possa essere oggetto di un interesse più generale e, perché no, una sorta di invito ad ampliarlo e perfezionarlo. 

 

 

Tranquilla e distensiva è Cassano delle Murge, con il convento di Santa Maria degli Angeli in amena altura e calmi riposi nella Foresta di Mercadante. Fitta di alberi e méta  di turisti e cittadini assetati di verde, accoglie modernissimi alberghi e buoni ristoranti con cucina tipica.

 

CENNI STORICI

DA VEDERE

FORESTA MERCADANTE

GASTRONOMIA

STRUTTURE RICETTIVE   E   PRODUTTIVE

 VIDEO FESTA PATRONALE.mpg

VIDEO Fuochi d'artificio.mpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CENNI STORICI

 

   La città ha origini antichissime. C'è persino un menhir, risalente a 4000 o forse 5000 anni fa, testimonianza unica della preistoria nel territorio di Cassano. All'età classica risale, invece, la sua fondazione. Cassano forse fu proprietà della nobile famiglia romana Cassia. Da queste parti c'era anche la Ca Jani, la casa di Giano, cioè il tempio sacro al dio Giano. Da qui il nome di Cassano, diventata poi, nel 1862, Cassano delle Murge. Il suo simbolo civico rappresenta la Madonna

dell'Assunta in cielo, incoronata da due angioletti, titolare della Chiesa Madre dell'Assunta e dell'Arcidiocesi barese.

 

 

 

 

 

 

DA VEDERE

 

   Il centro storico è tutto un andirivieni di vicoli e stradine, che si incontrano e si intrecciano, si aprono e si chiudono in corti e cortili. E’ degno di visita il Palazzo Miani-Perotti, costruito nel 1763 su progetto del celebre architetto di Cassano, Vincenzo Ruffo, che fu allievo del Vanvitelli e diresse i lavori alla Reggia di Caserta.
Tra le chiese e gli edifici religiosi meritano certamente una visita la sconsacrata chiesetta di Santa Maria dei Martiri, con abside, innalzata nel 1347 ad opera dell'arcivescovo Bartolomeo Carafa, il cui stemma è tuttora visibile sull'architrave della stessa cappella. Degne di nota anche la Cappella di Santo Stefano, con il tipico portale ad archivolto gotico del tardo '300, e la Chiesa di San Giuseppe, con un bellissimo altare ligneo con edicola, e tela raffigurante la Sacra Famiglia con Gioacchino ed Anna. La Chiesa del Santissimo Crocifisso risale al 1611, la cripta è sicuramente protoromanica e in pietra rustica a vista. Qui la tradizione racconta che predicò l'apostolo Pietro, quando giunse in Puglia, e che in questo luogo ci fosse l'antico tempio di Giano. A qualche chilometro dal centro abitato, in campagna, c'è la Chiesa di Santa Lucia. La chiesa più sontuosa è la Matrice intitolata a Santa Maria Assunta, completamente rifatta nel 1858, ma con un originale campanile del 1347. La chiesa madre si affaccia sulla piazza principale, alla pari della seicentesca chiesa di San Nicola e della Torre Civica del 1897, costruita in severo stile neoromanico. Ottocentesco anche il Palazzo Municipale che ospita, ancora oggi, il governo cittadino.    

Dalle sue colline più alte si gode un panorama inimitabile che abbraccia il Gargano e l'ampia conca della Valle d'Itria.

   

La Murgia del Belvedere                 La Cripta del SS.Crocifisso           

SANTUARO E CONVENTO DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI

VIDEO FESTA PATRONALE.mpg

VIDEO Fuochi d'artificio.mpg


santuarioRisale al 1469. L'interno è a navata unica. Ben poco si riconosce della struttura originaria della chiesa. Gli anni, l'abbandono nel 1808, per la soppressione napoleonica, e nel 1866, hanno portato notevoli danni alla chiesa e alle opere d'arte in essa conservate. Le pareti e gli arredi sono storia quasi dei nostri giorni, quando nel 1935 i Padri Agostiniani presero la custodia del santuario, ristrutturandolo completamente.
Il settecentesco Cappellone del Crocifisso custodisce un meraviglioso altare del '600, in legno dorato. Prende il nome dal mirabile Crocifisso ligneo quattrocentesco con sul fondo le immagini di Maria e di Giovanni. In basso il tabernacolo, di fra Giuseppe da Soleto, ha la forma di un tempietto in miniatura. Sugli altri altari, il quadro dell'Immacolata tra schiere di Angeli, e dall'altra parte Sant'Antonio in preghiera davanti alla Madonna, ed un'Annunciazione. Il vero tesoro della Chiesa di Santa Maria degli Angeli è rappresentato dal Presepio, con Madonna, San Giuseppe e Gesù Bambino all'interno di una grotta con angeli, bue e asinello. Le statue vennero scolpite da un artista del luogo, Paolo da Cassano, nei primi anni del '500.
Il punto dove più si concentra lo sguardo è senza dubbio l'altare maggiore, completamente risistemato, utilizzando un tempietto in legno dorato del '700, con al centro la statua con la Madre e il Bambino vestiti di bianco e con Angeli attorno. È di bottega locale, del 1829, e viene portata in processione nella festa patronale. Attraverso una piccola scala si scende nella cripta e nella grotta della Vergine. Gli ambienti sono tutti ricoperti di marmo e sono di epoca recente. In questo Sacrario sono ricordati i caduti di Cassano della Prima Guerra Mondiale. Scendendo ancora si arriva nella Grotta della Vergine. Siamo al di sotto della chiesa principale, all'interno di una cavità carsica ricca di stalattiti e resti fossili, ossa in maggior parte, depositatesi negli strati di calcare, milioni di anni fa. Una grotta normalissima se non fosse per il culto che risale addirittura al 1250. Si racconta che fu proprio un pio sacerdote di Cassano, molto devoto alla Madonna, a scoprire questa immagine dipinta sulla roccia, a seguito di una triplice visione rivelatrice. L'affresco, o meglio la tempera su intonaco, è stato più volte ritoccato e ridipinto, tanto da aver perso l'immagine di un tempo. È un'immagine molto venerata e che richiama pellegrini, non solo da Cassano. All'acqua che trasuda da queste pareti, specie dall'affresco, sono legati molti eventi miracolosi avvenuti in questo luogo, La grotta, per un certo periodo, fu murata e utilizzata come cisterna d'acqua. Nel 1855 fu però svuotata e riaperta al culto. Da queste parti visse, per dodici anni, a partire dal 1444, anche il Beato Giacomo da Bitetto che lasciò il suo bastone, che la leggenda dice, trasformato nel pioppo secolare. Il Faro votivo mariano ricorda il punto in cui, sin dal 1482, si accendeva, ogni sera, un grosso falò che era guida sicura per i naviganti che cercavano il porto di Bari. Nel 1954 i Padri Agostiniani vollero costruire un vero e proprio faro, per illuminare a tutti il cammino del viandante verso Dio e Maria

FORESTA MERCADANTE

   Nel territorio di Cassano Murge si estende per oltre 1243 ettari un bosco rigoglioso, la Foresta Mercadante, che è sorta quasi per caso, tra il 1928 e il 1933, piantando pini, querce e alberi d'alto fusto, per contenere il ruscellamento delle abbondanti piogge, primaverili o autunnali.

(tratto da "Valorizzare la funzione igienico-ricreativa-turisitca della Foresta Mercadante in agro di Cassano Murge (Ba)", a cura del Dr. Luciano Stasi)

Premessa

La foresta Mercadante, ubicata in parte nel comune di Cassano Murge e per una estensione limitata in agro di Altamura, svolge una pluralità di funzioni:

- la protezione idrogeologica è sicuramente la più importante in quanto previene i dissesti e l’erosione nelle aree collinari murgiose, inoltre regola il ciclo dell’acqua (protezione delle aree d’infiltrazione dell’acqua meteorica e delle sorgenti);

- funge da elemento paesaggistico di primo piano, determinante per conferire al paesaggio un aspetto di naturalità;

- funzione igienico-ricreativa-turistica, in grado di incidere nel settore economico e residenziale;

- funzione di riequilibrio del territorio, in senso ecologico: produzione di ossigeno e assorbimento di anidride carbonica;

- azione di filtrazione di polveri e gas dall’aria e assorbimento dei rumori a scala locale;

- funzione di conservazione del patrimonio della diversità genetica di piante e animali;

- infine, certamente non è superata né è trascurabile, anche se non principale, la produzione di legna da ardere e di legname da opera. La foresta Mercadante rappresenta attualmente un’area di particolare interesse paesaggistico e naturalistico, in grado di attirare ogni anno un crescente numero di presenze di visitatori che fruiscono del bene Mercadante come valvola di sfogo e ricreazione.

Storia

   Per molti secoli Bari è stata una città a rischio idraulico. Le piene dei torrenti Lamasinata, Picone, Montrone e Valenzano, che discendono dalla Murgia e ne attraversano il territorio prima di versarsi in mare, hanno causato, ora l’uno ora l’altro, danni e allagamenti, come avvenne ad esempio, nel febbraio del 1683, settembre 1827, agosto 1833, agosto 1881. Per un episodio più remoto, avvenuto il 2 ottobre 1567, lo storico Beatillo parla di un "gran diluvio avvenuto in terra di Bari". In questo secolo, trascurando le intumescenze del torrente Valenzano, che provocò allagamenti nell’agosto 1914 e nel settembre 1915, e del Lamasinata che esondò nel novembre 1925, si ebbero piene disastrose del torrrente Picone nel marzo 1905, settembre 1915, novembre 1926, con danni e vittime. La circostanza che rese più gravi gli effetti di tali eventi fu che nel frattempo la città, a causa dell’espansione edilizia, era divenuta più vulnerabile del passato. I torrenti indicati appartengono al versante adriatico della Murgia nord occidentale. Com’è noto, l’altopiano murgiano impegna buona parte della piattaforma apula. Trattasi di un grosso horst asimettrico, allungato in direzione appenninica, che si estende dal fiume Ofanto fino alla depressione di Gioia del Colle. Nella Murgia nord-occidentale l’horst raggiunge le quote più alte (660-680 m s.l.m.) e digrada verso il mare mediante una successione di ripiani, spianati dall’abrasione quaternaria e allungati parallelamente alla costa, che si raccordano mediante modeste scarpate di faglia il più delle volte arretrate per aver ospitato linee di costa pleistoceniche. L’altopiano si presenta lievemente ondulato, anche per la presenza di doline, ed è edificato da calcari compatti del cretacico, stratificati e fessurati. La scarpata principale e cigli dei salti successivi verso il mare , originati dalle faglie appenniniche, sono incrinati da avvallamenti e lame, talora prodotti da faglie antiappenniniche, su cui si sono insediati i torrenti che convogliano le acque di origine meteorica in occasione di eventi idrologici eccedenti la capacità di dispersione del sottosuolo. Nei terreni carsici dei bacini di alimentazione, infatti, le piogge di modesta intensità si disperdono nelle fratture orizzontali e verticali del substrato calcareo. Nei terreni denudati, le precipitazioni di forte intensità innescano il trasporto degli elementi lastriformi distaccatisi e dei frammenti minuti verso gli impluvi. Da qui , in tempi differiti o durante lo stesso evento di piena, i materiali vengono prelevati e riversati a valle, sotto forma di correnti miste o trasporto di massa.

Descrizione e ubicazione del comprensorio (strade, contrade e masserie)

   Il comprensorio della Foresta Mercadente si estende in gran parte nel Comune di Cassano delle Murge (BA), nell’ambito territoriale della Comunità Montana Murgia Barese di Sud-Est, e in parte nel Comune di Altamura (BA). Geograficamente è localizzata tra i 40° e 52’ / 40° e 55’ latitudine Nord, ed i 4° e 13’ / 4° e 16’ longitudine Est di Monte Mario. La Foresta confina a Nord con la strada provinciale Cassano-Altamura, ad Est con la Masseria Abbrigida e Scalera, a Sud con la località Femmina Morta e a ovest con le località Chinunno e Monsignore. Si trova a una distanza di 7 km dal centro abitato di Cassano delle Murge e a 35 km da Bari. Si accede alla Foresta mediante la strada comunale di Cassano che raggiunge la Caserma Forestale della masseria Mercadante nella parte Nord, dopo un percorso di 7 Km dei quali 0,300 su terreno dell’azienda. Dalla caserma s’irradia una rete stradale interna che raggiunge anche la parte più meridionale della foresta. Si hanno, infatti, la strada con manto asfaltato Piscina S.Antonio, lunga 3 Km, che si innesta sulla strada comunale Santermana in contrada Fungipendola; la strada Fradiavolo, della lunghezza di 1 Km, con fondo massicciato che si immette sull’omonima strada comunale. Dalla Piscina S. Antonio si raggiunge la strada comunale Santermana, la quale attraversa la foresta, collegandosi con la strada Fungipendola alla contrada Jazzo Nuovo; la strada Masseria S. Antonio, che dalla Santermana in contrada Fungipendola, raggiunge le proprietà private attraverso la foresta in territorio di Altamura; la strada Persio che, partendo dalla masseria avente lo stesso nome, attraversa il demanio da Ovest a Sud-Est, fino a raggiungere il Lago Russi; ed infine, la strada che collega la Masseria Grottillo alla strada comunale per Cassano Murge, con direzione Sud-Nord. Il comprensorio è suddiviso in particelle di estensione limitata, e queste ultime aggregate vanno a costituire le contrade. La contrada più importante è quella che si sviluppa intorno alla Masseria Mercadante, la prima ad essere stata ceduta all’amministrazione forestale, completamente ristrutturata e irriconoscibile per gli ampliamenti effettuati negli ultimi decenni. Dell’antica Masseria è rimasto intatto il monumentale trullo e un ovile in precarie condizioni, che dovrebbero essere tutelati per il loro valore storico-architettonico. Un’altra contrada importante è quella della Masseria S. Antonio, completamente ristrutturata e gestita dai padri agostiniani della Chiesa Santa Fara di Bari. L’antica chiesa annessa alla struttura originaria è stata ristrutturata e resa agibile, mentre l’ovile versa in pessime condizioni. La contrada Iazzo Nuovo presenta l’omonima Masseria completamente funzionale, e in seguito a varie ristrutturazioni conserva le caratteristiche originarie; l’ovile risulta in stato di abbandono. La contrada Masseria Fra Diavolo, presenta la struttura adibita un tempo ad abitazione e ad ovile, parzialmente ristrutturata e oggi in completo stato di abbandono. Questa Masseria ha un valore storico in quanto è legata alla leggenda che narra la vicenda del famoso brigante Michele Pezza che fu fatto colonnello dal re Ferdinando IV, all’epoca dei Napoleonici per il contributo dato alla lotta contro i giacobini. Si pensa che il famoso bandito si sia rifugiato in questa masseria in più occasioni in seguito alle sue scorribande, ma è certo che il famoso bandito non vi pose piede a differenza di qualche superstite di quella famosa banda. La Masseria Lama la Grotta, da il nome ad un’altra importante contrada, per via della presenza di caverne e inghiottitoi nascosti nel suo perimetro, la maggior parte delle quali ricca di concrezioni stalattitiche, oggetto di predazione da parte di ipotetici ignoti. Altre contrade non di minor importanza sono quelle di Grottillo, Chinunno, Femmina Morta, Fungipendola.

Geomorfologia e geopedologia

   Il territorio ove è localizzata la Foresta Mercadante in agro di Cassano Murge, presenta la tipica morfologia delle aree collinari murgiose; infatti il carattere morfologico predominante è rappresentato dalla presenza di una rapida scarpata che si eleva su una vasta area pianeggiante, attribuibile a un terrazzo marino di età pleistocenica. Le acque meteoriche percolando, hanno esercitato un’azione erosiva, determinando la formazione di lame nella spianata più bassa e un’azione solvente favorendo lo sviluppo di morfologia carsica nella spianata superiore. Infatti, sono numerose le grotte e gli inghiottitoi individuate all’interno della Foresta e in tutto il territorio cassanese. Nell’area comunale si distinguono due zone carsiche, con caratteri morfologici diversi: una "zona pedemurgiana o paracarsica" e una "zona murgiana" propriamente detta. Il comprensorio della bosco di Mercadante ricade nella seconda zona e presenta valori altimetrici oscillanti intorno ai 380 e 480 m s.l.m.

Flora, fauna e itinerari naturalistici

   La Foresta Mercadante è collocata in un territorio tipicamente murgiano, considerando la vegetazione reale e potenziale esistente e le specie che la compongono, rientra tra l’area delle sempreverdi di latifoglie e sclerofille sempreverdi-vegetazione mediterranea (caratterizzata dalla presenza delle pinete mediterranee di Pinus halepensis) e l’area delle latifolglie eliofilevegetazione sub-mediterranea e sub-montana (caratterizzata dalla presenza di querceti caducifogli costituiti da roverella, Quercus pubescens). La Foresta di Mercadante rappresenta uno dei "polmoni" della Puglia, estendendosi per circa 1.080 ettari di bosco, per la maggior parte artificiale, di Conifere, le cui specie dominanti sono il Pino d’Aleppo (Pinus halepensis), i Cipressi (Cupressus Sempervirens, Cupressus arizonica), in cui sono presenti anche zone a latifoglie ed è possibile trovare specie di querce quali la Roverella (Quercus pubescentis), il Leccio (Quercus ilex), il Fragno (Quercus trojana) caratteristico della nostra zona, e tra le piante arbustive la Quercia spinosa (Quercus coccifera). Il sottobosco è rappresentato, per la maggior parte, da piante spinose o con lamina fogliare ridotta Asparago (Asparagus acutifolius), Pungitopo (Ruscus aculeatus), come modalità di adattamento, riducendo la traspirazione, ad un clima caldo e spesso arido tipico della stagione estiva nella nostra regione. Numerose altre specie arborescenti ed arbustive si riscontrano, le cui specie sono il Biancospino (Crataegus oxyacanta), il Terebinto (Pistacia terebinthus), le Filliree (Phyllyrea latifolia e Phyllyrea angustifolia), il Perastro (Pyrus amygdaliformis), l’olivo selvatico (Olea europea), e l’invadente Rovo (Rubus fruticosus). Numerose altre specie di piante arboree e arbustive si riscontrano allo stato sporadico, quindi di minor importanza. Accanto a queste piante ci sono altre forme di adattamento in condizioni di siccità in piante come la Scilla marittima che seccano in superficie ma sopravvivono in uno stato di quiescenza con bulbi sotterranei per poi rivegetare, in condizioni favorevoli, riemergendo in superficie. Salvaguardare la biodiversità vegetale è importante per la sopravvivenza della fauna erbivora ed onnivora della zona ed indirettamente anche di quella carnivora in relazione alle catene alimentari. Infatti, le piante appartenenti alle diverse specie producono frutti in periodi diversi dell’anno, garantendo così cibo in tutto l’anno per gli animali del posto. La biodiversità della Foresta di Mercadante deve essere preservata, nella sua complessità per garantire piramidi alimentari ben articolate che assicurino, in rapporti di interdipendenza alimentare, la sopravvivenza dei delicati equilibri , che permettono la presenza di tutti i componenti della nostra flora e fauna. Per intervenire in modo opportuno sul nostro territorio è necessario uno studio approfondito di carattere ecologico ed etologico per evitare interventi che, invece di tutelare la risorsa ambientale, ne causino il depauperamento. Si ritiene quindi necessaria la valutazione di impatto ambientale di ogni iniziativa relativa a questo progetto, partendo dalla corretta conoscenza del territorio sul quale andiamo ad operare. La nostra impostazione degli interventi sarà organica e razionale in modo da rivolgerci, in particolar modo, a quelle specie che sembrano richiedere priorità di iniziative perché più minacciate, con strategie di tutela da individuare caso per caso e da percorrere. La componente faunistica tipica di questa zona presenta un gran numero di specie appartenenti alle diverse classi (Uccelli, Insetti, Rettili e Mammiferi). La mancanza di zone umide impedisce lo sviluppo degli Anfibi acquatici. L’Avifauna si presenta ampiamente diversificata con specie cacciabili e specie protette. Tra le specie cacciabili abbiamo la presenza di Corvidi quali la Cornacchia (Corvus corone) con le sottospecie: Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) e Cornacchia nera (Corvus corone corone) che, là dove gli areali riproduttivi si sovrappongono, possono dar luogo alla formazione di coppie miste. La Gazza (Pica pica), anch’essa presente, risulta gregaria, con divisioni gerarchiche ed è migratrice irregolare. La Ghiandaia (Garrulus glandarius) è chiamata così per la sua abitudine di interrare il cibo rappresentato da semi quali le ghiande che, spesso dimenticate interrate, giunta la buona stagione, danno vita a nuove piantine. E’ possibile incontrare anche il Corvo comune (Corvus frugilegus) dal piumaggio nero lucente con riflessi violetto-metallici che si distingue così dalla Cornacchia nera che ha il piumaggio opaco. In generale la maggior parte dei Rapaci sono specie particolarmente protette, tra questi si possono trovare nella zona i Rapaci notturni (Civetta; Gufo comune; Gufo reale; Allocco; Barbagianni) dallo spiccato udito per il notevole sviluppo auricolare e dal caratteristico volo ovattato. Molti di questi rapaci notturni sono importanti nell’equilibrio dell’ecosistema bosco perché mangiatori di topi, il che ne permette il controllo numerico. Inoltre il Gufo reale sembra essere un antagonista dei Corvidi che, risultando specie opportuniste, se aumentano in numero, possono essere dannose sia per la fauna stanziale che migratoria Tra i Falconidi, dalle ali a punta sono presenti il Grillaio ed il Gheppio e tra i Falconiformi la Poiana che è un falco improprio. Il Grillaio si riproduce in estate proprio nelle nostre zone, è chiamato così proprio per le sue abitudini alimentari. I Rapaci sono molto sensibili all’inquinamento, infatti tendono ad assorbire i veleni eventualmente presenti nell’ambiente, con la conseguenza di un aumento della sterilità maschile e di una scarsa vitalità dei pulcini. Ecco perché risulta fondamentale, per preservare queste specie ed anche tutte le altre, garantire la salubrità dell’ambiente in cui vivono. I Passeriformi sono quasi tutti protetti, tra questi sono particolarmente presenti sul nostro territorio il Passero comune, il Pettirosso, la Cinciarella e la Cinciallegra, che risultano stanziali. I Rettili più comunemente riscontrabili nella zona forestale e nella Murgia circostante sono rappresentati da diverse specie del genere Lacerta e tra i Colubridi sono presenti le biscie comuni con il Colubro leopardato ed altre specie del genere Natrix e tra i Viperidi, la vipera comune del genere Aspis, unica pericolosa per il suo veleno, ma oggi molto più rara che in passato. I loro ambienti preferiti sono le pietre delle caratteristiche costruzioni a secco tipiche della nostra zona. La scomparsa, su vaste aree circostanti alla foresta, delle formazioni forestali, hanno frammentato l’areale di diffusione dei Rettili più esigenti ed in particolare dei Viperidi. Un ulteriore ed importante ragione è senz’altro la persecuzione diretta esercitata dall’uomo soprattutto nei pressi delle abitazioni. Moltissime sono le specie di Insetti (Lepidotteri, Imenotteri, Ortotteri, Coleotteri, Blattoidei ecc.), molti dei quali sono pronubi e ricoprono un ruolo fondamentale per la riproduzione della flora del bosco, oltre a rappresentare fonte di cibo per molti animali, soprattutto gli Uccelli. Tra gli Ortotteri, presenti sono soprattutto i Grillidi che scavano nidi a contatto col suolo (Grillus domesticus). Tra i Paraneotteri privi di ali si ricorda la Forficula auricularia, tra gli Emitteri le cimici delle piante di forma pentagonale e tra i Coleotteri la Coccinella septempuntata importante per la lotta biologica. Tra i Mantoidei è presente la Mantis religiosa, dalla caratteristica forma di ramo spezzato, importante per il mimetismo. Tra i Mammiferi scomparsa risulta essere la Lepre italica, già oggetto di ripopolamento in diverse zone di Italia e che potrebbe essere reintrodotta anche nel territorio forestale con una densità di 2-3 capi per ettaro. Nell’ordine dei Carnivori e nella famiglia dei Canidi importante risulta essere la Volpe rossa (Vulpes vulpes) che sta diventando anch’essa più rara sul nostro territorio e quindi dovrebbe essere tutelata anche dall’attività di caccia. Infatti, la dove non viene perseguitata, nonostante le sue abitudini crepuscolari, può essere avvistata anche di giorno. Possiamo trovare inoltre la Donnola, lo Scoiattolo, la Talpa ed il Tasso. Nell’ordine degli Ungulati, a rappresentanza della famiglia dei Cervidi, è presente il Capriolo (Capreolus capreolus), il più piccolo dei Cervidi italiani, che presenta dimorfismo sessuale in cui il maschio porta corna caduche e piene. Sono tenuti in una zona recintata per favorirne la salvaguardia e ripopolamento, ma anche per proteggere i visitatori della foresta dall’aggressività del maschio nel periodo della riproduzione. Il Cinghiale (Sus scrofa) è un suide ed è il progenitore selvatico di tutte le forme domestiche di maiale, era presente in zone recintate della foresta per favorirne il ripopolamento ma i costi di mantenimento risultavano troppo alti per cui non è più presente. Il cinghiale ed il tasso, infatti, sono divenuti sempre più rari per cui ne è stata proibita la caccia.

GROTTE

   grotta

    A due chilometri da Cassano, in un'ampia dolina, si apre nel terreno una profonda voragine che scende in una delle grotte più profonde di Puglia: è la Grave di Pasciuddo, un unico grande pozzo che va giù per ben 150 metri, ancora, in gran parte inesplorato, visitabile soltanto da parte di speleologi. Si può esplorare un'altra grotta, detta Grotta di Cristo, scoperta, la prima volta, nel 1600, ricchissima di stalattiti e stalagmiti. È un ipogeo con sviluppo orizzontale che, con diramazioni principali e secondarie si prolunga per un centinaio di metri. Assieme alla grotta Nisco, alla grotta del Lupo, la grotta di Cristo è oggetto di visita ed esplorazioni, chiaramente con guide ed accompagnatori.

 

 

 

 

STRUTTURE RICETTIVE   E   PRODUTTIVE

 

AGRITURISMO AMICIZIA
900, V. Santeramo, Km 32
 

AGRITURISMO AMICIZIA
Contrada Cristo Fasano, 162

 

AGRITURISMO AZIENDA RUOTOLO
Contrada Ruotolo

 

AGRITURISMO SOLINIO INTERNATIONAL TOURIST CLUB
Contrada Taverna Nuova, 106
 

AGRITURISMO TENUTA BATTISTA
400, S. S. 271 Per Santeramo In Colle, Km 32
 

AZIENDA AGRITURISTICA RUOTOLO
Via Lago Nuzzi Contrada Ruotolo, 77

 

CAPONIO ERASMO VITO
Contrada Cristo Fasano

 

CAPONIO NICOLA
Contrada Cristo Fasano, 166
 

 

 

 

               Oleificio Sociale di Cassano delle Murge

 

  Costituito nel 15/05/1959 ad opera del fondatore Dott. Luca Gentile (Presidente fino al 1993) con altri 12 agricoltori, attualmente conta 285 soci per il 95% per cento cittadini residenti in  Cassano delle Murge.

  Lavora in media 25.000 quintali di olive con una produzione di 5.000 quintali di olio extravergine di cui 10-15% Biologico.

oleifici di Pugliaoleifici sociali pugliesi

 

 

  Lo stabilimento sorge su di un'area attigua alla Cantina Sociale Luca Gentile e si estende per 3.000 mq di cui 1.300 circa coperti.  Stabilimento di recente ammodernamento e ampliato con una sala assemblee/convegni di 150 posti.

 

 

Capacità lavorativa del frantoio

Potenziale (q.li/8 h): 360

Effettiva (q.li/8 h): 320

   

Quantità lavorata

Campagna 1999/00: 3.424 (tons Olive)

Campagna 2000/01: 1.830 (tons Olive)

  

Quantità lavorata

Numero linee di lavorazione

2

Linea destinata alla lavorazione di Olive da coltivazione Biologica (o in conversione)

  

Stoccaggio

Stoccaggio Olive

Esterno

Modalità di stoccaggio

Cassoni

Durata media stoccaggio

24-48 ore

   

Metodo di estrazione 

Centrifugazione

Lavaggio e mondatura olive 

Lavatrice

Defogliatore

Spietratore

    

Frangitura: Molazza

Capacità lavorativa (Kg/h) : 4.000

Durata media dell'operazione (minuti): 10 

     

Gramolatura

Numero di gramolatrici: 10

Tipo gramolatrice: semplice

Capacità lavorativa (Kg/h): 4.000

Durata media dell'operazione (minuti): 20 

Intercapedine per lavorazione a caldo: Si

Temperatura di lavorazione (°C): 26 

    

Estrazione del mosto oleoso

Decanter o estrattore centrifugo: sistema a tre fasi

Capacità lavorativa (Kg/h): 4.000

Durata media dell'operazione (minuti): 30 

Quantità di acqua aggiunta (litri/Kg di pasta): 0,5 

Temperatura dell'acqua (°C): 26

   

Separatore centrifugo 

Modello: Pieralisi

numero giri/min: 7.000

  

Stoccaggio Olio 

Posture interrate: n. 10 Posture

Silos Fuori Terra: n. 19 Silos

   

Cure all'Olio durante lo stoccaggio 

Filtrazione

Allontanamento delle Morchie

   

Linea di confezionamento Olio 

Capacità lavorativa: 5.000 Kg/8h

Contenitori utilizzati: vetro, banda stagnata

   

Destinazione Olio 

Vendita ingrosso - Vendita dettaglio - Bottiglie - Lattine - Sfuso

   

Smaltimento acque di vegetazione

Smaltimento: in campo

Destinazione sansa: sansificio

    

 

 

GASTRONOMIA

Sono tuttora in uso a Cassano i tipici "fornelli all'aperto" dove, tra l'invadente fumo, si possono gustare appetitosi piatti cassanesi. dalla carn' ca cipodd' (costate di agnellone con cipolla allo spiedo), al capretto e agnello alla brace, alla salsiccia (insaccato misto di vitello e agnellone), ai fumanti ghiimiridd' (involtini allo spiedo composti di interiora di agnello o capretto con prezzemolo).

  Altri piatti tipici cassanesi: cavatidd' chi cime de rape; orecchiette al ragù misto (carne di vitello, agnellone, agnello e maiale); cavatidd' ca ricotte asc'quand' (cavatelli al ragù con ricotta forte); ciqueriedde e fave bianche (cicorielle campestri e purè di fave); palmegiane (tegame al forno di melanzane affettate e fritte con pasta, latticini e carne tritata); uagnill' au furn chi cardengidde (agnello al forno con funghi "cardoncelli"); fecazze au furne (pizza al forno con pomodori, olive nere e origano); frittate chi sprascene (frittata di uova con asparagi selvatici); chnigghie ripiene au furn (coniglio di allevamento domestico ripieno di uova e frattaglie).

  Molto apprezzati i latticini freschi preparati dai caseifici locali (mozzarelle, scamorze, burrate, provoloni dolci e piccanti, burro, ecc.).

  Vini di produzione locale: aleatico e primitivo rosso, verdeca (molto alcolica e carica di colore).