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DALLA RAGIONE ALLA LOGICA

( Altamura, Bari, 2000) 

 

           IMMANUEL KANT 

I -  Kant e l'Illuminismo

 

   Tutte le varie tendenze della filosofia del Seicento e del Settecento che ho esposto nei capitoli precedenti trovano la loro conclusione sintetica nella " filosofia critica " di Kant; razionalismo, empirismo, scetticismo, sentimentalismo, filosofia della scienza e filosofia della religione  diventano elementi costitutivi di una nuova dottrina della ragione, in cui la ragione stessa  giudica, nel suo proprio tribunale, della legittimità delle sue pretese.

 In questo senso la filosofia di 

Kant è il punto d'arrivo del pensiero illuministico: "Illuminismo - dice Kant, nello scritto intitolato appunto Risposta alla domanda : cos'è l'illuminismo?, del 1784 -

è 1'uscita dell'uomo  dalla sua colpevole minorità. Minorità è l'impotenza di servirsi delta propria ragione senza la guida di un altro.

Ed essa è colpevole quando la sua causa non sta nella deficienza della capacità intellettuale,ma nella mancanza della decisione e del coraggio di servirsene senza la guida di un altro.

  Sapere aude: abbi il coraggio di servirti della ragione: questo è il motto dell'illuminismo"

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 II - LA FASE PRE - CRITICA

 

Secondo l'Illuminismo ,al centro

di tutto c'era la regione.

C'era un appiattimento:la ragio ne era vista come il comun denominatore fra tutti gli uomini.

Contro l'illuminismo reagì il ro manticismo: l'io personale cioè af fermazione del proprio io,individualità.

Per Kant la ragione non è solo questo,la regione non giudica solo la realtà esterna ed interna, ma anche se stessa.

Nella Critica della ragion pura Kan t sottopone a giudizio non solo

il mondo ma la stessa regione che

' critica' la realtà. Kant chiama un tribunale della ragione:giudice giudicato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kant ha sperimentato l'illuminismo. Spieghiamoci allora  cos'era il DOGMATISMO tedesco.

Dogmatismo: corrente di pensiero figlia primogenita dell'illuminismo che sosteneva 1'entusiasmo nella ragione. Da11a fiducia si passava all'abdicazione del giudizio personale per poggiarsi sul giudizio di un altro : affermazione senza dimostrazione .

    Wolf era il rappresentante tedesco del dogmatismo tedesco. Kant,prussiano, ha vissuto tale esperienza P 1'ha ripudiata,ma que sto gli ha dato la capacità di collocazione logica.

Contrario del dogmatismo F to SCETTICI T,20. Kant ha sperimentato anche to scetticismo. Scetticismo:la rapione pub niente.

Sappiamo the il dubbio di Cartesio era un dubbio metodico. I1 dubbio di Hume ugualmente sofistico in quanto concludeva nell'affermare che solo l'esperienza può .

 Kant reputa lo scetticismo un dogmatismo rivoltato: la ragione piò niente, ma non dimostra. 

 Di Hume  Kant condivide il ridimensionamento del potere della ragione.

 Dopo Wolf, Hume, Rousseau (quest'ultimo per quanto riguarda il problema morale) egli ha approdato alle sponde della critica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

III - LA RIVOLUZIONE COPERNICANA DI KANT

 

Giudizio sintetico a priori: critica a Kant : è mai possibile concepire un giudizio se non c'è materia e forma? Tutti i corpi sono estesi, ma l'estensione noi la cogliamo anche con l'esperienza. Esistono dei giudizi sintetici a priori, unici a fondare la scienza? Kant sostiene che questi giudizi sintetici  a priori se ci sono vuol dire che possono esistere: " Non solo sono possibili ma dall'essere al poter essere c'è passaggio logico ma dal poter essere all'essere no ".

Insiste per noi Engels " La teoria kantiana dell'origine del sistema solare era stata appena formulata e non passava ancora che per una semplice curiosità"...

Kant si gloriava di aver operato in campo filosofico quella rivoluzione che Copernico aveva operato in campo astronomico. Cosicchè, mentre fino a Kant noi uomini ritenevamo che il Legislatore e l'Ordinatore  del mondo fosse Dio, dopo Kant riteniamo solo in noi.

Kant, partito con l'intenzione di liberarci dallo scetticismo empirico e dal dogmatismo razionalistico, ha in realtà creato un terzo problema: quello dell'Agnosticismo.

D'altronde, dati i presupposti, era inevitabile.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 GRORG WILHELM FRIEDRICH HEGEL

I - FASE TEOLOGICA

La prima fase (quella giovanile) è teologica: Hegel risolve in chiave mistica quel rapporto tra universale e particolare che era stata la tappa finale di Schelling.

Problema eterno della filosofia è cercare di capire come l'universale possa essere calato nel particolare e come il particolare partecipa della natura dell'universale.

In Fichte e Schelling il problema era stato risolto col procedimento razionale approdato nell'irrazionale, che era mistico religioso. Crisi dell'uno e dell'altro.

In Hegel è fase iniziale;il rapporto particolare -universale vien posto nel rapporto fra uomo e Dio, filosofia di cuore e non di ragione.

Secondo Hegel la religione è la massima espressione dell'uomo e, perchè possa dare felicità, deve essere comunitaria, collettiva.

Acme del popolo felice era la polis; il contrario era l'ebraismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

II - DALL'IDEA

 AL

 PANGERMANISMO

Net 1800 pubblica il Fragment System, il rapporto non lo vede piu' in chiave mistico religioso,ma razionale: l'uomo particolare,finito; Dio universale, infinito. L'elemento che può essere uno e molti e mentre è molti rende tende all'uno è lo spirito. La froza che riesce ad articolarizzare lo spirito è la  regione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Osserva Hegel (contro Kant) " Nella sua filosofia critica Kant mira anzitutto  a criticare la facoltà di conoscere. Bisogna  insomma  conoscere la facoltà di conoscere prima di conoscere".

  La posizione intellettuale di Hegel è, dunque, unilaterale e dogmatica: l'idea è perchè diviene e diviene perchè è.

Non c'è reale senza razionale e non ciè razionale senza reale.

Hegel sostituisce la logica di Aristotele (principio di identità), con la sua "dialettica".

Qui vediamo l'Eros platonico: l'antitesi non è altro che il desiderio tra conoscenza (tesi) e non possesso (sintesi)

Per Hegel la logica non è altro che la, delineazione delta vita dello spirito,in essa è presente 1'intelletto che separa e contrappone, ma è  presente anche la. ragione che riunifica e sintetizza;così 1'intelletto non è una forza opposta alla ra,gione ma è un movimento interno alla vita. stessa dello  spirito che è processo,divenire, svolgimento dialettio..

Essere ed essenza the erano contrastanti in Aristotele, trovano sintesi in Hegel (Tesi essere, Antitesi  essenza, Sintesi concetto).

Dal mondo della logica bisogna passare alla filosofia della natura.

La natura è1antitesi alla tesi della logica; 1'incarnazione dell 'Assoluto è lo Stato.

Riporta Engels: " Per Hegel la. natura,come semplice "estrinsecazione" dell'idea, non è capace di nessuna evoluzione nel tempo,.ma unicamente di un suo dispiegamento della sua varietà nello spazio, cosicchè essa presenta contemporaneamente e l'una accanto all'aitro' tutti i gradi di  sviluppo che sono immanenti ad essa, ed  è condannata ad una eterna ripetizione degli stessi processi." 

LA NUOV.A LOGICA

TRA FILOSOFI A

E

LETTERATURA

La distinzione tra Filosofia

e Letteratura consiste nell'intento di apparire l'una più seriosa dell'altra .

   La Filosofia può improvvisarsi "piacevole" come la   Letteratura può inventarsi "impegnata".

Per quanta il filosofo si sforzi, non riesce mai ad uscire dai propri cavilli speculativi;per

converso,il letterato non esce mai dai suoi stimoli emotivi.

Sino a Galilei la storia del l'umanità conosceva il saggio: colui che racchiudeva in se tutto

lo scibile umano.  Un po' poeta, un po' artista, un po' medico e, nell'insieme, filosofo.

   T. W. Adorno avverte che oggi le dispute teoriche su letteratura teorica e letteratura impegnata sono in forte calo " ma la controversia resta urgente come oggi solo può esserlo qualcosa che riguarda lo spirito e non immediatamente la sopravvivenza degli uomini"

   Chi diletta, stando a tali adorniane premesse, non è impegnato, non pronuncia anch'egli un atto di fede?  Resta lo "spirito", è vero, ma ci ricorda tanto Hegel da porci una domanda: a livello di "spirito" Filosofia e Letteratura non sono la stessa cosa? Forse, ma la Filosofia non è addomesticabile come la letteratura.

   Un libro, di qualunque argomento tratti, ha l'obbligo di promuovere interesse e partecipazione nel lettore. Può anche non farlo, se non accetta imposizioni; in tal caso si spaccia per "impegnato", ma resta asociale ed a-critico.

   Dibattiamo pure sull'identità od opposizione senza, però, dimenticare che c'è di mezzo la Scienza: la nuova logica: filosofia e letteratura sono e restano, così, semplicemente "diverse", (distinte, ma meno "chiare" perchè offuscate da una nuova logica dal nome computer!

 

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE

 

P. VALERY

CEuvres vol II. Gallimard,Paris 1970  

T. W. ADORNO

Note per la letteratura voll.I-II, Einaudi,Torino 1979

DESCARTES

Discorso sul metodo, Laterza, Bari 1960

KANT

Critica della ragion pura , Laterza, Bari 1963

F. HEGHEL

Lineamenti di filosofia del diritto

Laterza,Bari, 1965